Antonio Castelli

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La menopausa

la menopausa è un periodo della vita della donna che coincide con la fine della fertilità. La menopausa non è una malattia, ma il suo esordio da l’avvio disturbi e degenerazioni che accompagneranno la donna sino alla senilità.
Sebbene questo periodo sia un importante tappa nella vita di ogni donna, viene accompagnato da manifestazioni fastidiose sia di ordine organico che psico-emotivo, che spesso mettono a dura prova sia la propria serenità che il proprio equilibrio organico.

Pre-menopausa

Questa fase è caratterizzata dai primi squilibri ormonali. I ciclo diventa irregolare, variando da un flusso importante a lievi perdite ematiche. Sebbene questa fase non goda delle manifestazioni e dei disturbi tipici della menopausa, si iniziano ad avvertire i primi fastidiosi disturbi. Quando una donna si trova nel periodo della pre menopausa si assiste al fenomeno dell’aumento del riassorbimento osseo, fattore correlato alla mancanza degli estrogeni; proprio per ciò dai primi sintomi di pre menopausa è fondamentale assumere adeguate misure preventive (fitoterapia, studio nutrizionale, valutazione della massa grassa, valutazione dell’osteoporosi, controllo dei parametri di rischio cardiovascolare) per rafforzare il nostro organismo e prevenire le patologie che, nella fase tardiva della menopausa, fanno il loro esordio. Tale fase può durare anche 2 anni.

Psico-emotivi

  • ansia
  • irritabilità
  • nervosismo
  • disforia
  • depressione
  • disturbi del sonno
  • disturbi della concentrazione
  • mancata soddisfazione personale

Organici

  • artralgie(dolori articolari)
  • atrofie cutanee, diminuzione del collagene, comparsa di macchie (mani-viso),perdita di elasticità delle pelle
  • aumento di peso
  • diminuzione desiderio sessuale
  • anorgasmia
  • disuria
  • secchezza, prurito, bruciore vaginale
  • dolore vaginale (dispareunia)
  • incontinenza
  • invecchiamento neurologico con conseguente diminuzione delle capacità di concentrazione e memoria
  • perdita di tonicità muscolare
  • perdita di capelli
  • pollachiuria
  • rottura capillari
  • vampate

Nella fase conclamata della menopausa, se non si sono adottate misure preventive per rallentare la normale degenerazione organica, si assistono a disturbi caratteristici delle seguenti patologie:

• algie muscolari
• aritmie
• aumento della pressione arteriosa
• calo di energia fisica
• carcinoma dell’utero
• contratture
• diminuzione della massa ossea
• disfunzione della tiroide (ipotiroidismo, ipertiroidismo)
• disturbi collegati all’ipofisi (ipopituitarismo, iperpituitarismo)
• disturbi urinari e prolasso
• frequenti infezioni vaginali soprattutto candida
• infiammazioni tendinee e manifestazioni dolorose a carico dei tendini
• ipercolesterolemia
• iperglicemia
• osteoporosi
• sindrome metabolica
• trombo-embolie
• ictus

Il trattamento farmacologico dei sintomi e dei disturbi da menopausa, mira alla gestione dei sintomi soprattutto quando essi sono troppo invadenti. Ma a causa dei rischi a lungo termine derivati da tale periodo, è necessario conservare il più possibile il proprio equilibrio organico e psico-emotivo, attraverso terapie conservative naturali che vanno a: stimolare la corretta funzionalità organica, tenere sotto controllo la massa grassa, la micro-circolazione, rafforzare muscoli, tendini ed ossa, rigenerare l’ossigenazione cellulare, lenire i sintomi organici (vampate, cefalea, tensione addominale), emotivi (sbalzi di umore, melanconia, stanchezza) e psicologici (crisi di panico, ansia, depressione, insonnia).

Perimenopausa

In peri-menopausa diventa importante, oltre ad una dieta bilanciata ed all’implementazione dell’attività fisica, cercare di bilanciare l’effetto combinato del calo dell’esposizione estrogenica e dell’età sulla salute.

In particolare le necessità primarie diventano, la prevenzione dello sviluppo di:

• Stress ossidativo
• Sovrappeso
• Dislipidemia
• Ipertensione
• Insulino-resistenza
• Sindrome metabolica
• Steatosi epatico non alcool relata (NAFLD)
• Invecchiamento vascolare
• Disturbi del tono dell’umore
• Disturbi del sonno
• Depauperamento della massa ossea

Ma quali sono le esigenze specifiche della donna che perde la protezione estrogenica?

E come soddisfare queste esigenze in alternativa o in aggiunta ad un eventuale ricorso ad una terapia ormonale sostitutiva?

La nutraceutica ginecologica, può da un lato compensare deficit nutrizionali specifici (calcio, vitamina D, aminoacidi essenziali) dall’altro può intervenire specificamente su segni e sintomi legati alla sindrome menopausale: infatti può agire direttamente tamponando il deficit estrogenico (tipicamente con supplementazione a base di estratti ricchi in fitoestrogeni) o le condizioni correlate (ipercolesterolemia, ansia/insonnia, extrasistoli etc.).
Questo è il tempo nella vita di una donna in cui, a seguito di variazioni ormonali che avvengono nel corpo, aumenta notevolmente il rischio di sovrappeso e obesità e di conseguenza anche il rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari, cerebro-vascolari, renali, diabete, e di patologie oncologiche. Alla luce di ciò, è importante sottolineare che in primis sarà necessario modulare l’intake calorico globale al reale consumo energetico medio giornaliero e assumere una dieta varia, basata prevalentemente su carboidrati a basso indice glicemico, ricca in vegetali, e priva di acidi grassi trans-esterificati.
La menopausa è il maggiore fattore di rischio per l’osteoporosi nelle donne sopra i 50 anni; infatti la rapida diminuzione della produzione di estrogeni porta ad un aumento del turnover osseo e ad una accelerata perdita ossea, accompagnata da alterazioni microstrutturali: l’effetto complessivo è una perdita ossea media annuale del 2-3% durante i primi anni della menopausa e dello 0,5-1% successivamente. Tuttavia, il rischio può essere ridotto con l’adozione di uno stile di vita sano che includa nella dieta adeguati livelli di calcio, vitamina D e proteine, regolare esercizio fisico sotto carico, cessazione del fumo e limitata assunzione di alcol.

La menopausa è il maggiore fattore di rischio per l’osteoporosi nelle donne sopra i 50 anni; infatti la rapida diminuzione della produzione di estrogeni porta ad un aumento del turnover osseo e ad una accelerata perdita ossea, accompagnata da alterazioni microstrutturali: l’effetto complessivo è una perdita ossea media annuale del 2-3% durante i primi anni della menopausa e dello 0,5-1% successivamente. Tuttavia, il rischio può essere ridotto con l’adozione di uno stile di vita sano che includa nella dieta adeguati livelli di calcio, vitamina D e proteine, regolare esercizio fisico sotto carico, cessazione del fumo e limitata assunzione di alcol.
L’European Guidance for the Diagnosis and Management of Osteoporosis in Postmenopausal Women (il consiglio europeo per la diagnosi e la gestione dell’osteoporosi nelle donne in postmenopausa) raccomanda un RDI (Recommended Daily Intake) ≥1000 mg/die per il calcio, 800 UI per la vitamina D e 1 g/kg di peso corporeo di proteine per tutte le donne di età superiore ai 50 anni.
Vari studi hanno evidenziato che l’insufficiente apporto di calcio e di vitamina D nelle donne in post menopausa è comune in tutta Europa: a tal proposito, è sicuramente necessario evitare di eliminare i latticini per ridurre il carico di colesterolo e grassi saturi, onde evitare di sottrarre calcio assimilabile ed amminoacidi essenziali per la prevenzione dell’osteoporosi .
E’ importante sottolineare che vari studi condotti in donne in post menopausa suggeriscono che il solo supplemento di calcio non è sufficiente a ridurre il rischio di frattura e che è necessaria un’ulteriore aggiunta di vitamina D; infatti un livello sierico di 25-idrossivitamina D inferiore a 50 nmol/l ha un effetto negativo sulla salute delle ossa, aumentando il tasso di turnover osseo.
Le donne in menopausa soffrono di una varietà di sintomi a breve termine, come vampate di calore, sudorazione notturna, sbalzi d’umore, insonnia e secchezza vaginale (primo sintomo della sindrome genito-urinaria). I dati provenienti da studi clinici che suggeriscono l’efficacia di alcune sostanze vegetali nell’alleviare i sintomi della menopausa sono controversi e diversi sono i meccanismi d’azione proposti come quelli riguardanti la via estrogenica ma anche le vie progestinica e serotoninergica.
Attualmente la popolazione esposta ai fitoestrogeni, un gruppo eterogeneo di prodotti naturali non steroidei che possono mimare l’effetto degli estrogeni non più sintetizzati, è potenzialmente in aumento; tra gli estratti vegetali con potenziale attività estrogenica vi sono soia, trifoglio rosso, kudzu, luppolo, liquirizia, rabarbaro, igname e agnocasto. Dai risultati di una meta-analisi sulla popolazione di donne in menopausa è emerso che la supplementazione degli isoflavoni della soia potrebbe essere utile anche per la riduzione del peso corporeo e per il controllo dei livelli di glucosio ed insulina nel plasma (sono tuttavia necessari studi di grandi dimensioni per confermare questa conclusione).
Inoltre è noto che, nel trattamento dei sintomi della menopausa dovuti al calo di estrogeni, le donne con utero intatto e in trattamento con terapia ormonale sostitutiva devono prendere una combinazione di estrogeni e progestinici e lo stesso è probabilmente vero per fitoestrogeni e fitoprogestinici; gli estratti vegetali per cui è stata riportata un’attività progestinica sono trifoglio rosso, luppolo, igname e agnocasto e l’utilizzo di progestinici naturali (in aggiunta alla componente estrogenica) può quindi essere vantaggiosa.
Infine la caduta dei livelli di estrogeni durante la menopausa, provoca la diminuzione del rilascio di neurotrasmettitori, soprattutto noradrenalina e serotonina, che porterà a un cambiamento della termoregolazione nell’ipotalamo (e di conseguenza contribuisce alla comparsa di vampate di calore e sudorazione notturna). Pertanto alcuni fito-estratti sono stati studiati per i loro potenziali effetti serotoninergici, tra cui l’attivazione dei recettori della serotonina (soprattutto 5-HT7) o l’inibizione della sua ricaptazione attraverso trasportatori della serotonina (SERT); tra questi hanno riportato un’attività serotoninergica actaea racemosa, kudzu, kava, liquirizia, e dong quai (Angelica sinensis).
Esistono poi altri prodotti, all’interno della nutraceutica, che possono venire in aiuto alla donna che vive il cambiamento della menopausa: il riso rosso fermentato contiene una molecola (la monacolina k) che inibisce la sintesi del colesterolo con un meccanismo d’azione simile alla statina e la proprietà ipolipidemizzante di questo riso (spiegata in parte dall’azione della monacolina k e in parte dalla presenza di altre sostanze) è stata ben documentata da molti studi randomizzati; i componenti della Magnolia potrebbero, secondo alcuni studi, avere un effetto correlato con il recettore del GABA e con l’attivazione del canale del Cl- e potrebbero quindi essere utilizzati nella riduzione dell’ansia.
infine l’estratto di biancospino ha una vasta gamma di proprietà farmacologiche cardiovascolari tra cui l’attività antiossidante, l’effetto antiaritmico e quello ipolipemizzante e grazie alla capacità di ridurre il numero totale di battiti ectopici ventricolari (attraverso la diminuzione delle singole extrasistoli) può essere un utile supporto per le donne in menopausa (che spesso soffrono di cardiopalmo).
Alla luce di queste considerazioni e dal momento che molte donne sono riluttanti ad utilizzare la terapia ormonale sostitutiva per il trattamento dei sintomi della menopausa, la nutraceutica può fornire un valido supporto in grado di migliorare sensibilmente la qualità di vita delle donne che affrontano questo periodo di transizione.

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