Antonio Castelli

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Cosmetoginecologia

Interventi possibili in chirurgia ambulatoriale

Dott. Antonio Castelli
Specialista in Ginecologia, chirurgia miniinvasiva e cosmetoginecologia

PRP in ginecologia

In ginecologia il PRP costituisce una terapia insostituibile per il trattamento di molte patologie e condizioni dell’habitat vulvare-vaginale; ma anche in ambito della ginecologia estetica, per migliorare l’aspetto esteriore della vulva (grandi labbra), migliorare il tono, l’elasticità e la sensibilità della vagina e ridurre tutti disturbi ad essi correlati.

Possono essere trattati con evidenti benefici:

  • Secchezza vaginale
  • Prurito essenziale vulvo vaginale
  • Lichen scleroatrofico
  • Atrofia vaginale
  • Ridotta lubrificazione vaginale
  • Dispareunia o dolore nei rapporti sessuali
  • Arrossamento bruciore o gonfiore genitale
  • incontinenza urinaria lieve
  • Invecchiamento vulvo vaginale
  • Lassità post parto
  • Cistiti ricorrenti
  • Disfunzioni sessuali
  • Protezione nei confronti di infezioni vescicali e vaginali

La procedura

  1. Prima di procedere con le iniezioni vere e proprie effettuate con un ago sottilissimo, si applica su vulva e vagina un impacco di crema anestetica in modo da ottenere un’ottima anestesia della zona da trattare. Così il dolore sia durante che dopo la procedura è nullo o scarso.
  2. La paziente può tornare a casa immediatamente dopo il trattamento e può riprendere a svolgere praticamente da subito la maggior parte delle comuni attività quotidiane.
  3. Dopo 48 ore è possibile fare sport ed avere rapporti sessuali.

Il nostro protocollo prevede 3 sedute di PRP e fattori di crescita a distanza di un mese l’una dall’altra, ed eventualmente l’associazione con prodotti topici ed integratori da assumere per bocca a base di sostanze che implementano il risultato.

Lipofilling e filler grandi labbra

Il trascorrere del tempo modifica anche l’aspetto dei genitali esterni femminili, soprattutto in termini di turgore ed aspetto delle grandi labbra. Se un tempo tali fenomeni venivano per lo più trascurati, le più moderne tecniche mininvasive della chirurgia cosmetica ginecologica oggi ci consentono di rimodellare e ringiovanire le grandi labbra ed ottenere un ringiovanimento dei genitali esterni femminili.

Microlipofilling

Utilizzando la tecnica del microlipofilling è infatti possibile prelevare un adeguato quantitativo di tessuto adiposo (grasso) e successivamente reimpiantarlo nelle grandi labbra. In questo modo è possibile restituire tono, turgore e forma alle grandi labbra grazie all’effetto volumizzante delle cellule adipose; il contemporaneo trasferimento di cellule staminali consente anche di rigenerare la cute stessa, migliorandone la qualità, il tono e l’aspetto.

L’intervento viene eseguito utilizzando le tecniche più recenti, mininvasive ed atraumatiche.

Dopo una leggera anestesia locale, il tessuto adiposo viene prelevato attraverso delle microcannule dalle zone in cui sia presente in eccesso. Non sono necessarie grandi quantità di tessuto adiposo, per cui tutte le pazienti possono sottoporsi a questa procedura. Il tessuto prelevato viene purificato e quindi reimpiantanto nelle grandi
labbra attraverso delle microcannule ancora più sottili. E’ una procedura ambulatoriale, che non richiede alcun tipo di ricovero, ed è quindi possibile immediatamente ritornare alla propria vita di tutti i giorni. I risultati sono visibili immediatamente ed hanno una lunga durata: il tessuto impiantato in parte viene riassorbito, ma la parte che resta permane per anni, garantendo una correzione naturale, efficace e quasi permanente.

L’Acido ialuronico per l’aumento delle grandi labbra

L’acido ialuronico è usato come riempitivo. Ha una durata temporanea ma è facilmente disponibile.
Allo stato attuale, non esistono studi che descrivono l’effettivo successo dell’aumento delle grandi labbra con acido ialuronico.

I RISCHI

I filler non sono una novità, ma solo recentemente l’acido ialuronico vien usato come volumizzante per migliorare l’estetica delle grandi labbra.

Tra i rischi si potrebbero avere:

  • paralisi del nervo
  • sanguinamento
  • perdita di sensibilità durante il rapporto sessuale

I RISULTATI

Le infiltrazione di acido ialuronico delle grandi labbra potrebbero dare un aspetto più giovanile, è ripetibile e reversibile.

Liposcultura del pube

La liposcultura del monte di Venere, anche denominata liposcultura del pube, è solo uno dei tanti tipi di interventi di chirurgia cosmetica intima femminile che mirano a rimodellare l’area genitale esterna. Spesso questo tipo di operazione viene effettuata per migliorare la funzionalità di alcune aree specifiche della zona, ma sempre più spesso si ricorre a questo tipo di intervento per migliorarne l’estetica.

" Solitamente, questa operazione viene suggerita alle pazienti che evidenziano un eccesso di adipe nella zona del pube, o una mancanza di adipe tale da rendere atrofica l'intera area, soprattutto dopo il periodo della menopausa. "

Per ridurre o eliminare definitivamente questo problema, la liposcultura del monte di Venere si serve di avanzate tecniche di liposuzione e di lipofilling, che possono essere utilizzate separatamente o in modo congiunto, a seconda delle condizioni iniziali della paziente e delle sue necessità.
Se l’inestetismo è dato dall’adipe in eccesso, tramite queste tecniche è possibile effettuare una piccola incisione nella zona per poi effettuare l’aspirazione del tessuto. Se, invece, la zona è caratterizzata da un pube ossuto, si andrà a rimodellare l’intera area andando a prelevare del tessuto asportato precedentemente da altre zone del corpo per armonizzare e rimodellare l’area del Monte di Venere.

La durata di questo tipo di intervento è di 20 minuti circa, tanto che basta una anestesia di tipo locale e/o una semplice sedazione, mentre i risultati sono visibili fin da subito. In alternativa o in associazione al lipofilling si può utilizzare l’acido ialuronico di nuova formulazione recentemente studiato.

Labioplastica

La labioplastica (riduzione delle labbra minori) è il trattamento più comune per le pazienti insoddisfatte di labbra troppo pronunciate, asimmetriche o iperpigmentate nella porzione più esterna.
Per quanto riguarda i tempi di convalescenza, indicativamente si può parlare di “fastidi” sicuramente prevalenti durante la prima settimana, ma che vanno poi a scemare rapidamente nel periodo successivo.
Sarà bene riprendere l’attività sportiva non prima dei trenta giorni dall’intervento e quella sessuale non prima dei quaranta.
Relativamente il rischio di possibili complicanze, dando per scontate quelle comuni a qualsiasi pratica chirurgica (infezioni, ematomi, etc.), un rischio diverso, sicuramente più specifico di questa particolare chirurgia, può nascere da un’errata comprensione da parte del chirurgo delle aspettative della paziente, per cui si può andare incontro ad un mancato risultato (labbra troppo piccole o troppo grandi). Altrimenti si può verificare che la paziente nutra delle aspettative indirette, che pur a seguito di un lavoro chirurgico corretto, non vadano a realizzarsi e venga così fraintesa la bontà del lavoro eseguito.
La tipologia di pazienti che maggiormente si avvale di questa chirurgia è duplice: una caratterizzata da soggetti molto giovani, che tengono a risolvere problematiche di tipo prevalentemente “estetico” e che quindi vivono con estremo disagio ad esempio, un’eccessiva asimmetria delle piccole labbra. L’altra tipologia di pazienti è, al contrario, caratterizzata da donne mature, che si rivolgono al ginecologo principalmente per il ringiovanimento vaginale.

Biostimolazione della mucosa vaginale

Il trattamento dei disturbi attribuibili alla mucosa vaginale si avvale invece di un trattamento di biostimolazione. All’uopo ci avvaliamo di un preparato costituito da acido ialuronico e fattori di crescita trattati secondo processi particolarmente studiati per l’impiego nella regione della mucosa genitale femminile.
Si tratta di un gel che, iniettato in microponfi appena sottomucosi nella porzione più posteriore e nelle parti laterali della vagina, è in grado di stimolare una sorta di “ringiovanimento” del tessuto trattato. Esistono evidenze citologiche che documentano il “ringiovanimento” della mucosa vaginale trattata. Si tratta di un gel di acido ialuronico e sostanze bioattivanti particolarmente “leggero”, morbido ed elastico, che riesce a non essere apprezzabile nemmeno al di sotto di una mucosa tanto delicata. Si applica con una microsiringa ed un ago estremamente sottile dopo una facile anestesia eseguita per semplice contatto con l’anestetico locale. Le precauzioni da seguire dopo l’intervento (rapido ed ambulatoriale) consistono solo in un’igiene particolarmente accurata e nell’astensione dai rapporti sessuali per non più di 1 settimana.

Vaginoplastica

Per la maggior parte delle donne il parto è l’esperienza più bella e gratificante della loro vita, ma spesso i postumi che residuano sono molto frustranti sia per loro stesse che per il loro partner. Soprattutto nelle donne che hanno avuto più di un figlio i muscoli vaginali hanno un rilassamento, a causa dell’espansione degli stessi durante il parto.
La Vaginoplastica, detto anche ringiovanimento della vagina, è un intervento chirurgico che di solito può risolvere il problema dell’allungamento dei muscoli vaginali, e ripristinare il tono vaginale come quello di una volta. La tonificazione dei muscoli vaginali permette di riavere forza e controllo della regione perineale, ripristinando una maggiore sensazione durante esperienze sessuali.
Tutte le donne, se in buona salute generale possono essere candidate per la Vaginoplastica. La Vaginoplastica è una procedura di chirurgia plastica ginecologica
ricostruttiva che viene eseguita o in anestesia periferica o in anestesia generale, a seconda della tipologia di intervento, ma in regime di day hospital.
La durata dell’intervento è di circa un’ora e tramite questa metodica si restringono i muscoli vaginali e i tessuti molli circostanti, si riduce l’ eccesso di mucosa vaginale.
Dopo l’intervento chirurgico, la paziente è solitamente in grado di camminare comodamente in pochi giorni e potrà tornare ad attività sessuali entro 4-6 settimane.

Incontinenza urinaria da sforzo

Per le donne che soffrono di incontinenza urinaria da sforzo (perdite di urina sotto colpi di tosse, starnuti, salti, corsa o sforzi fisici) la terapia delle iniezioni parauretrali (bulking agents), che utilizzano un agente volumizzante iniettato in modo mini-invasivo attraverso l’uretra, può essere un’attraente alternativa alla chirurgia tradizionale.

La procedura

La procedura di iniezioni parauretrali con Bulking Agent prevede l’applicazione, in regime ambulatoriale e attraverso l’uso di speciali siringhe, di un gel nei tessuti adiacenti all’uretra in modo da assicurare un sufficiente supporto. Esistono diverse tipologie di materiali che vengono utilizzati per questo tipo di trattamento ma quelli più sicuri e praticamente privi di effetti collaterali sono quelli a base d’acqua.
Le iniezioni parauretrali si effettuano in anestesia locale. Utilizzando un cistoscopio (una specie di telescopio che ci consente di vedere l’interno dell’uretra e della vescica) si effettuano tre iniezioni di un gel (Bulking Agent) nei tessuti parauretrali, per ristabilire il meccanismo di chiusura dell’uretra: questo gel infatti è composto da un polimero che “aumenta” il volume dell’uretra.

La paziente può tornare a casa subito dopo aver urinato dopo l’intervento.

Possibili effetti collaterali:

  • leggero fastidio quando si urina per la prima volta.
  • cistite (raro), facilmente trattabile con un antibiotico.

Già il giorno dopo l’intervento la paziente può riprendere le proprie attività quotidiane e dopo una settimana è in grado di riprendere lo sport e l’attività sessuale.

Imenoplastica

L’imene è una sottile membrana elastica posizionata nella porzione posteriore della vagina ed il vestibolo. Può presentare diverse forme che variano da una superficie con numerose piccole aperture a una superficie con un’unica apertura. Le aperture sono necessarie per la normale fuoriuscita delle secrezioni e del flusso mestruale. La membrana presenta una faccia interna costituita da un epitelio simile a quello vaginale mentre la faccia esterna è ricoperta da sottile epidermide.
Quando l’imene è presente si lacera generalmente con il primo rapporto sessuale e al suo posto rimangono dei piccoli lembi di tessuto. La sua lacerazione può essere accompagnata da sanguinamento.

L’imenoplastica è un intervento effettuato per ripristinare l'imene lacerato.

L’intervento di imenoplastica può essere effettuato in anestesia locale con sedazione, garantendo un maggior comfort per la paziente. In seguito alla lacerazione si possono ritrovare nell’orifizio vaginale i resti dell’imene lacerato. Generalmente, se la lacerazione è recente, sono sempre presenti due o tre lembi di dimensioni idonee che vengono risuturati insieme utilizzando delle suture riassorbibili intrecciate quali Vicryl 5/0 rispettando lo strato interno ed esterno dell’imene. In tutti gli altri casi vengono sollevati dalla parete vaginali quattro lembi di cui due dalla parete superiore e due dalla parete inferiore che vengono successivamente suturati insieme lasciando un piccolo orifizio per la fuoriuscita delle normali secrezioni. Le aree donatrici vengono chiuse con una sutura diretta.
In qualche caso le due tecniche possono esser combinate insieme, ossia i lembi neoformati dalla parete vaginale possono essere suturati ai lembi dell’imene lacerato ancora presenti al fine di ripristinare la normale anatomia dell’imene. La membrana ricostruita deve essere abbastanza resistenza da sostenere i normali movimenti quotidiani del corpo ma anche abbastanza sottile in modo tale da poter essere lacerata durante un normale rapporto sessuale. Alla fine dell’intervento, dopo accurata detersione, viene applicata una pomata antibiotica.
L’intervento di imenoplastica non è particolarmente doloroso; generalmente vengono somministrati nel post operatorio antidolorifici di uso comune.

Sbiancamento perineale

Lo sbiancamento dell’area perineale si pratica con il peeling chimico che porta a un leggero schiarimento, ma deve essere ripetuto ogni anno. Si può fare anche con il laser CO2 o altri tipi di laser che danno buoni risultati subito, ma possono causare recidive.
Bisogna fare attenzione perché questo tipo di trattamenti possono provocare infiammazioni e problemi in fase post operatoria.

G Spot amplification

Il “potenziamento” del punto G mira a creare un cuscinetto sottomucoso che metta in evidenza la zona del punto G in modo da poter avere un orgasmo più intenso e più profondo. Permette anche di raggiungere un orgasmo con meno difficoltà. L’ottimizzazione del punto G viene anche definita G shot, G spot amplification o G spot.
Per le donne che eseguono l’intervento si rendono conto che aumenta la sensibilità, la soddisfazione e gli orgasmi avvengono più facilmente, più frequentemente, con meno frustrazione e sono più intensi.

Il “potenziamento” del punto G è un modo sicuro, veloce ed efficace per avere più soddisfazione sessuale.

COSA VIENE USATO?
Viene utilizzato un “filler”. I filler sono spesso usati per riempire altre aree del corpo, come le labbra o le rughe sul viso. Si utilizzano acidi ialuronici specifici. La procedura è essenzialmente indolore. L’attività sessuale può essere ripresa dopo
l’intervento. Il tempo chirurgico è di qualche minuto.

COSA POSSO ASPETTARMI?
La maggior parte delle donne sperimenterà immediatamente un’aumentata eccitazione e sensibilità durante la stimolazione sessuale. Il partner non avverte alcuna variazione anatomica.

QUANTO DURA?
Varia. Con i riempitivi più moderni, gli studi di durata in altri tessuti mostrano che il filler permane in loco per diversi mesi. Al ridursi dell’efficacia, il trattamento può ripetersi.

FUNZIONA PER TUTTI?
Sarà efficace per la maggior parte delle donne. Come tutte le procedure mediche e chirurgiche, non vi è alcuna garanzia assoluta del risultato, ma quasi il 90% delle donne lo trova efficace. Il razionale deriva da evidenze cliniche secondole quali le donne che sono in grado di raggiungere gli orgasmi vaginali (denominati “orgasmi profondi”) hanno un tessuto leggermente diverso o più strutturato nell’area nota come punto G.
(Journal of Sexual Medicine, DOI: 10.1111 / j.1743-6109.2007.00739.x).

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