Antonio Castelli

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Endometriosi

L’Endometriosi può colpire le donne già dalla prima mestruazione, dal tempo del suo primo periodo alla menopausa, indipendentemente dalla sua etnicità, o il suo status socio-economico.
Secondo stime correnti il numero di donne con endometriosi è vicino al 10 per cento di donne in età riproduttiva. Ma, è importante notare che queste sono solamente stime, e che tali statistiche possono variare estesamente. Approssimativamente il 30 – 40 percento di donne con endometriosi è sterile, essa è una delle prime tre cause di sterilità femminile.
Alcune donne non scoprono la loro endometriosi fino a che non hanno difficoltà a restare incinta.

La relazione tra endometriosi e la sterilità è un’area attiva di ricerca.

Degli studi suggeriscono che la condizione può cambiare l’utero quindi non è più capace ad accettare un embrione. Altri lavori esplorano se l’endometrio ostacola il movimento dell’uovo fertilizzato verso l’utero.
Endometriosi può essere il risultato di qualche cosa chiamato flusso mestruale retrogrado,cioè una mestruazione che va verso l’interno della pancia attraverso le tube. Ricercatori sta tentando di scoprire altri fattori che possono far crescere questo tessuto in alcune donne , ma non in altre.

Un’altra teoria sulla causa di endometriosi è quella genetica.

Questa malattia potrebbe essere ereditata, o potrebbe risultare da errori genetici. La ricerca sta guardando alla endometriosi come una malattia del sistema endocrino, e non solo di quello riproduttivo.
Altri ricercatori stanno studiando il ruolo del sistema immune che potrebbe se alterato stimolare, la endometriosi.

Una malattia spesso sottovalutata

L’endometriosi è determinata da isole di endometrio (mucosa che riveste internamente la cavità uterina) disseminate al di fuori della cavità dell’utero o dalla crescita di tessuto endometriale in sedi anomale.
L’endometrio situato in sede anomala subisce, gli stimoli da parte degli ormoni ovarici, e si comporta come la normale mucosa uterina.

È perciò una malattia quasi sempre dell’età feconda e delle giovani donne e spesso sottovalutata.

L’endometrio può essere localizzato anche dentro l’utero, nello spessore del miometrio, ed in questo caso si determina la cosiddetta: ADENOMIOSI o ENDOMETRIOSI INTERNA.
Se invece l’endometrio ectopico si trova sul peritoneo pelvico o negli altri organi pelvici (ovaie, legamenti uterini, setto retto-vaginale, tube, vescica, sigma, ecc.) si parla di ENDOMETRIOSI ESTERNA PELVICA. Spesso sono colpiti più di un tessuto o di un organo; solo in circa un terzo dei casi le localizzazioni sono uniche. La frequenza dell’endometriosi esterna è in aumento.

Diagnostica

Sono migliorate le possibilità diagnostiche dovute soprattutto al sempre più largo impiego della laparoscopia. E’ certo comunque che in circa il 20-30% delle pazienti che in età riproduttiva vengono operate per una malattia pelvica (fibromi, cisti ovariche ecc.), si reperiscono segni macroscopici di endometriosi.
Nell’80% dei casi l’endometriosi esterna interessa, insieme ad altri organi, anche l’ovaio e nel 50% dei casi entrambe le ovaie.

Si possono trovare:

  • Focolai di endometriosi nodulare e/o microcistica, per lo più superficiali;
  • Cisti endometriosiche vere e proprie o endometriomi cistici ad insorgenza più profonda nel parenchima ovarico.

A livello dei legamenti uterini si può però talora notare un solo grosso nodulo rosso bluastro (endometrioma). I legamenti o il setto interessati diventano ispessiti, rigidi e retratti; anche nel peritoneo circostante quasi sempre si reperiscono dei punti rosso-scuri e delle zone di aspetto cicatriziale.

L'endometriosi della salpinge possono essere diverse

Di solito la lesione è localizzata nel tratto interstiziale della tuba o nelle fimbrie del padiglione, meno frequentemente nel tratto istmico. In questo caso può comparire il quadro della cosiddetta salpingite istmica nodosa caratterizzata da due ingrossamenti nodulari a livello degli istmi tubarici, vicino allo sbocco delle salpingi nell’utero. Si può arrivare alla occlusione totale o parziale del lume tubarico, condizioni talora responsabili di sterilità o di una predisposizione alla gravidanza extrauterina.

Esiste un’endometriosi primitiva del collo uterino, di solito superficiale, ed un’endometriosi secondaria, detta anche adeonomiosi del collo uterino, ubicata più profondamente nello spessore della cervice, dovuta al diffondersi di un adenomiosi.

La manifestazione vaginale dell’endometriosi di solito deriva dal diffondersi di un’endometriosi del setto retto-vaginale; qualche volta è provocata dalla disseminazione di endometrio durante un intervento chirurgico (colpoperineoplastica).

Più raramente si verifica dopo sutura di lacerazioni da parto quando l’endometrio è trasformato in decidua. Si localizza per lo più nel fornice posteriore e si manifesta sotto forma di noduletti piuttosto duri. In pochi casi l’endometriosi vaginale assume la forma ulcerativa sanguinante.
La localizzazione vulvare dell’endometriosi è estremamente rara e può avvenire per disseminazione ed impianto dell’endometrio durante un intervento per riparare un rettocele, una incontinenza fecale, una lacerazione da parto, etc.
Questi noduletti, talora, ma non sempre, si gonfiamo ciclicamente in corrispondenza della fase mestruale o di quella ovulatoria diventando dolenti e possono assumee se sono superficiali, un colore rosso bluastro e più raramente emettere un liquido sanguinolento nerastro.

A livello intestinale l’endometriosi si associa di solito a localizzazioni genitali e colpisce prevalentemente il retto, il sigma, l’appendice e più raramente il tenue a volte l’omento. Intorno alle aree di endometriosi che hanno il classico colorito variabile dal rosso al nerastro, si verifica una reazione retraente di tipo cicatriziale della parete intestinale.
Per le modificazioni che ne risultano al lume intestinale si può arrivare dopo una serie di manifestazioni, caratterizzate da diarrea, tenesmo, stipsi (spesso ritmate dal periodo mestruale), a fatti subocclusivi o ad una occlusione vera e propria. Anche questi gravi episodi si verificano per lo più durante o subito dopo la mestruazione. Il riconoscimento della natura endometriosica delle lesioni, al momento dell’apertura dell’addome per sindrome occlusiva o per melena, è molto importante.

Fra le localizzazioni più rare si possono annoverare anche quelle a livello delle cicatrici laparotomiche che insorgono specialmente dopo interventi di miomectomia, metroplastica, isterectomia, ma anche dopo appendicectomie ed interventi sull’intestino in genere.

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